grani antichi

Da qualche a tempo a questa parte, si è sviluppata la tendenza da parte di molti consumatori di prediligere i grani antichi, soprattutto quelli siciliani, nell’acquisto di pastafarine.


Sicuramente l’attenzione di molti si è spostata sulla necessità di consumare alimenti sani e genuini e la riscoperta di varietà di grani antichi si colloca in questa tendenza generale che va verso il mangiare sano prediligendo il biologico: grani antichi sì, ma rigorosamente coltivati seguendo i principi dell’agricoltura biologica e biodinamica.


A tal proposito, parlando di grani antichi ne potremmo elencare diversi, quelli più comunemente conosciuti sono: la Timilia, il Senatore Cappelli, Perciasacchi, Bidì e Russello.


La varietà Russello, in particolare, viene coltivato nell’entroterra siciliano, soprattutto nelle provincie di Caltanissetta, Ragusa, Agrigento, Palermo e Trapani.

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LA SPIGA DEL GRANO VARIETÀ RUSSELLO

La spiga del Russello si presenta con una colorazione tendente al rosso (colorazione da cui prende il nome) e con un alto fusto. La farina che se ne ottiene è adatta per la produzione di pane e pasta dura dotati di grande digeribilità e capaci di durare per molti giorni.

chicco di grano russello

IL CHICCO DI GRANO VARIETÀ RUSSELLO


Dalla macinazione dei chicchi di questo grado si ottiene una farina ricca di proteine: in media il valore si aggira intorno al 12-14%. Della frazione proteica, circa il 10% è costituito da glutine.

Origine


L’origine di questo grano risale alla notte dei tempi, anche se non ci sono prove certe uno dei più famosi genetisti ne attribuisce la discendenza al grano russo Tangrong, in realtà prove certe della sua presenza si trovano nei Balcani, nella Russia sud- Occidentale, nell’Anatolia e negli USA nel Nord Dakota.

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