Dicembre, agricoltura antica

Data di pubblicazione: dic 3, 2019; Ultimo aggiornamento: set 5, 2022; Autore: Roberto Giadone

Avaro agricoltore non fu mai ricco.

Dicembre

In questo mese nei grandi poderi si terminano le sementi diverse, si fanno riposare per Otto o 15 giorni gli animali, ben nutrendoli, e si da principio ai maggesi, si ripassano timiniate, cecirate e cottonate, si visitano i seminati e si da scolo alle acque stagnanti. Si potano le viti, altrimenti in Febbraro o Marzo dopo i geli, che rovinano le piante ed i fiori - si faranno i fossi per le propaggini, e si legano magliuoli da sotterrarsi.

Si prosegue a seminare aglifave, piselli e ceci per averli primitivi, petrosillo e rafanelli si fa il semenzaio del tabacco, e si piantano i gigli delle cipolle. Si ha cura al nutrimento del bestiame, ed a preservarlo dai freddi notturni ed intemperie della stagione si allevano gli agnelli da trattenersi per allievo, gli altri si scannano. Si prosegue a far tagliare il legname di costruzione e da fuoco esportandolo fuori il bosco si raccolgono le fronde secche per cibo e letto degli animali. Si seminano i fiori di primavera, si difenderanno dal freddo le piante delicate, e si custodiranno al coverto la sera. Si trapiantano le piantoline degli agrumi dal semenzaio al piantonaio dove devono ricevere l'innesto alla distanza di Cent. 25 od un palmo distante l'uno dall'altro. Si difende con diligenza l'alveare dai rigore invernali restringendone le porticelle ed otturandone le fessure - si raccoglie il miele del carrubbo". 

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