Origine e caratteristiche 

Quando il clima comincia a farsi più rigido e le verdure coltivate negli orti diminuiscono ecco compaiono in tavola foglie e radici, spesso dal sapore aromatico, amarognolo e leggermente piccante. Una fra queste è la senape selvatica.

La senape selvatica

è un' erbacea annuale originaria del Mediterraneo, ma diffusasi in tutto il mondo, tanto che in alcuni luoghi è considerata una vera e propria infestante, alta fino ad un metro, della quale si consumano le giovani foglie più tenere, lanceolate e oblunghe.
In Italia è conosciuta anche coi nomi popolari di falcona, senapino o sarepino, raparello o rapicello selvatico. È possibile trovarla fino ai 1000 metri di altitudine e nel nostro paese è facilmente reperibile nelle regioni centro-meridionali, mentre non si trova al nord.
Le foglie e le cime si consumano cotte, specialmente in minestre e zuppe, mentre i semi vengono utilizzati nella medicina popolare per i cataplasmi.

senape

Proprietà benefiche

Le foglie di senape vengono spesso utilizzate come alimento disintossicante, anti-infiammatorio e tonico per il fegato. Hanno, inoltre, un alto contenuto di vitamine A, K e C, così come di minerali come zinco, selenio, calcio, magnesio e ferro, molto utili per combattere l’artrite, l’osteoporosi, l’anemia, l’asma e le malattie cardiovascolari.
Contengono, anche, composti chiamati dithiolethiones, che hanno forti proprietà anticancerogene particolarmente utili nella protezione del seno, del colon, della prostata, del polmone, della vescica e delle ovaie.

Curiosità

Spesso nell’uso dialettale la senape viene definita una verdura caura (calda) in quanto particolarmente irritante dell’apparato urinario, quindi va mangiata con moderazione e non di frequente.
La parte edibile è costituita dalle foglie, meglio se quelle giovani, e si trova a nostra disposizione nei campi già a partire dall’autunno e per tutta la primavera.

Le foglie vanno lessate e poi incluse in diverse preparazioni, come ad esempio la salsiccia con i cavuliceddi.
I cavolicelli (brassica fruticulosa) si trovano esclusivamente nelle zone etnee, in quanto è una pianta che gradisce i terreni silicei. In altre zone della Sicilia (come nel lentinese) in assenza dei cavuliceddi si utilizzano le altre specie di sinapis, ma il sapore non è esattamente lo stesso.

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